Il Tantra, cos’è davvero?
In occidente quando sentiamo la parola tantra la colleghiamo immediatamente a qualcosa relativo al sesso e a pratiche per migliorare le prestazioni sessuali, ma non è assolutamente così.
Tantra significa Metodo, per cui i testi tantrici sono tutti quei testi che in vari ambiti specificano come eseguire le tecniche. Ci sono anche parti dei testi dove ci sono riferimenti sessuali, ma sono una minima parte e spesso questi riferimenti sono metaforici: l’unione tra uomo e donna è una allegoria dell’unione tra Sole e Luna, tra Shiva e Shakti, tra Purusha (Spirito) e Prakriti (Materia).
I testi tantrici sono in primis testi spirituali, proprio perché lo spirito non può trascendere dalla materia in questo Logos (spazio/tempo). In un momento storico dove la ricerca spirituale è diventata un percorso intrapreso da pochi, il supporto dato da testi profondi può essere di grande aiuto.
Tantra e Yoga
Per quanto riguarda il mondo dello Yoga tre sono i testi tantrici di riferimento: Gheranda Samhita, Hatha-yoga Pradipika e Shiva Samhita. Anche in questo caso nei testi troviamo il metodo, o meglio le tecniche. A partire dalle tecniche fisiche e le posture (Asana), dove la maggior parte delle posizioni riportate sono posizioni sedute. Ma non può essere altrimenti, dato che il vero obiettivo della pratica fisica di questi testi è preparare il praticante a stare seduto con la colonna dritta, in modo che possa iniziare i lavori successivi.
Il primo è il lavoro sul respiro, diverse tecniche respiratorie che sfruttano il flusso dell’aria per convogliare in modo consapevole il Prana (l’energia dell’Universo) in certe parti del corpo. Vengono poi spiegati i Bhanda e i Mudra, che sono molto più di semplici gesti, ma veri e propri sigilli fatti con il corpo, sempre eseguiti con la finalità di dirigere il Prana dove necessario. Tutte queste tecniche servono per un obiettivo principale nei percorsi Tantrici, il Samadhi (o come lo chiamerebbe Patanjali il Samadhi con Seme), la piena realizzazione su un oggetto di conoscenza in modo da poterne superare i limiti fisici. Spesso chi segue la via tantrica si ferma a questo punto, alla ricerca dei poteri derivanti da diversi Samadhi. Ma i testi ricordano che serve uno step successivo, la vera emancipazione dello spirito dalla materia, se si vuole raggiungere lo stadio finale, la Moksha, l’interruzione del ciclo delle rinascite dell’anima.
Altro dettaglio interessante che viene spesso ripetuto nei testi: queste tecniche vanno tenute segrete, se divulgate perdono la loro efficacia. E se ci pensiamo bene, è esattamente quello che è successo, ritornando a quanto detto all’inizio, è proprio diffondendo una errata conoscenza del Tantra, con una comunicazione ormai radicata nella cultura (in libri, film, canzoni) che si toglie autorevolezza a tecniche raffinate e millenarie che sono tutt’altro che tecniche sessuali.
Matteo

