Meditazione cos’è e quanti tipi ne esistono
La meditazione è diventata il mood del nostro millennio, ma spesso c’è molta confusione a riguardo. La verità è che il primo atto meditativo non è mettere a tacere la mente – la mente parlerà sempre! Il vero obiettivo della meditazione è entrare nel buddhi, l’intelletto superiore, al di sopra del velo di maya, l’illusione legata ai sensi.
Cos’è la meditazione?
Molti credono che meditare sia un atto semplice e naturale, ma in realtà meditare è un processo impegnativo. È una percezione personale e involontaria che difficilmente si può spiegare verbalmente. Il rilassamento o le tecniche di mindfulness non sono esattamente meditazione, anche se la mindfulness include alcuni aspetti meditativi. La mindfulness è una tecnica più strutturata che si basa sull’ascolto della propria voce interiore e si focalizza sul “qui e ora”.
La meditazione nel corso dei secoli
Oggi esistono innumerevoli modi di meditare, molti dei quali derivano da antiche filosofie come il buddhismo, l’induismo e altre. Alcuni praticano la meditazione per calmare la mente, altri per motivi religiosi o per crescere spiritualmente. Tuttavia, lo scopo principale della meditazione è sempre quello di domare la mente, infondere pace, gioia e avere un valore terapeutico.
La meditazione ha origini antiche, risalenti a pratiche religiose e filosofiche, specialmente in India, e nel tempo si è evoluta e diffusa in tutto il mondo.
Tipi di meditazione
Esistono diversi tipi di meditazione, ognuno con le sue caratteristiche e finalità. Vediamo i principali:
- Meditazione Zen (Buddhista)
Questa tecnica si basa sull’ascolto e sulla consapevolezza, concentrandosi sul “qui e ora” e su uno stato della mente neutro, senza “vritti” (fluttuazioni mentali). - Meditazione Trascendentale
È una forma di meditazione legata alle tradizioni antiche, che utilizza mantra e yantra. Questa tecnica si sviluppa attraverso un percorso di consapevolezza, spesso iniziato con la respirazione profonda. - Meditazione Vipassana
Questa pratica si basa sul silenzio, sia esteriore che interiore, e pone una forte enfasi sulla consapevolezza della respirazione. - Mindfulness
Nata in Occidente negli anni ’70, la mindfulness è una pratica che cerca di ridurre il dolore e la sofferenza attraverso tecniche di meditazione e presenza, ispirate al buddhismo. - Ho’oponopono
È un’antica tecnica di guarigione hawaiana che si è evoluta in una forma di meditazione. Simile alla meditazione trascendentale, si basa sulla recitazione di un mantra. - Meditazione camminata
Ideata dal Buddha durante i suoi viaggi, questa pratica si svolge camminando e si concentra sul “qui e ora”, favorendo una profonda presenza mentale. - Meditazione Kundalini
Questa pratica complessa mira a risvegliare l’energia kundalini, un’energia a spirale situata alla base della colonna vertebrale. Il risveglio della kundalini richiede pratiche legate alla respirazione, all’energia e alla medicina ayurvedica.
L’importanza della respirazione nella meditazione
Indipendentemente dalla tecnica utilizzata, una costante fondamentale nella meditazione è la respirazione. Vayu, l’aria, è il primo elemento a squilibrarsi a livello energetico, e la respirazione è l’unico mezzo fisico che abbiamo per riequilibrarlo e, di conseguenza, controllare la mente razionale.
La respirazione è il ponte che ci permette di entrare in uno stato meditativo, favorendo la calma e la concentrazione. Senza un corretto controllo del respiro, meditare diventa difficile.
Buona ricerca e buon viaggio interiore, dolce anima!
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